Antonio Martino

Essere liberale…

Essere liberale oggi significa saper essere conservatore, quando si tratta di difendere libertà già acquisite, e radicale, quando si tratta di conquistare spazi di libertà ancora negati. Reazionario per recuperare libertà che sono andate smarrite, rivoluzionario quando la conquista della libertà non lascia spazio ad altrettante alternative. E progressista sempre, perché senza libertà non c’è progresso.

È nato il 22 dicembre del 1942 a Messina, dove nel 1964 si è laureato in ­Giu­risprudenza col massimo dei voti, discutendo una tesi in Economia Politica dal titolo “Il moltiplicatore nella teoria keynesiana”.

Nel 1965, a seguito di selezione europea, è stato nominato Harkness Fellow of the Commonwealth Fund per il biennio 1966-1968. Durante ­ta­le ­pe­riodo si è specializzato presso il Dipartimento di Economia della ­Uni­ver­sity of Chicago, dove è stato allievo di Milton Friedman, George J. Stigler e ­al­tri eminenti economisti.

Attività Politica

Nelle elezioni politiche del 27-28 marzo 1994 è stato eletto deputato, nelle ­li­ste di Forza Italia nelle circoscrizioni Lombardia I e Sicilia II. Rieletto nelle elezioni politiche del 21 aprile 1996, nelle circoscrizioni Veneto I e Sicilia II. Rieletto nelle elezioni politiche del 13 maggio 2001, nella circoscrizione Sicilia II. Ancora rieletto nelle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 sia nella circoscrizione Sicilia II sia nella circoscrizione Lazio I. Rieletto nel 2008 e nel 2013 nella Sicilia II. Anche quando eletto in altra circoscrizione, ha sempre optato per Sicilia II.

Dall’11 maggio 1994 al 17 gennaio 1995 è stato Ministro degli Affari Esteri nel primo governo Berlusconi. Dall’11 giugno 2001 al 17 maggio 2006 è stato Ministro della Difesa nel secondo e terzo governo Berlusconi.

Dal 22 febbraio 1995 è Presidente del Gruppo Italiano dell’Unione Interparlamentare (eletto per acclamazione e rieletto, sempre all’unanimità, nel 1996, nel 2001, nel 2006 e nel 2008).

Curriculum Accademico

  • Professore ordinario di Economia Politica (dal 1992 al 2002), e Preside della Facoltà di Scien­ze Po­­­litiche, LUISS (dal 1992 al 1994). In aspettativa parlamentare, 1994-2002; in pensione dal 2002.
  • Professore ordinario, Cattedra di Storia e politica monetaria, Facoltà di Scien­ze Politiche, Università “La Sapienza”, Roma (dal 1979 al 1992).
  • Professore ordinario, Economia Politica, Facoltà di Scienze Politiche, ­Uni­versità di Napoli (1979).
  • Professore straordinario, Teoria e politica monetaria, Facoltà di ­Giuris­pru­denza, Università di Bari (1976); Economia Politica, Facoltà di Scienze ­Po­li­ti­che, Università di Napoli (dal 1976 al 1979);
  • Professore incaricato, Economia Internazionale, Facoltà di Scienze ­Po­li­ti­che, Università di Messina (dal 1970 al 1976);
  • Assistente ordinario, Economia Internazionale, Facoltà di Scienze ­Poli­ti­che, Università di Roma (dal 1970 al 1976);
  • Assistente volontario, Economia Politica, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Roma (dal 1964 al 1970);
  • Professore a contratto di Economia Politica, Facoltà di ­Giu­ri­sprudenza, LUISS (dal 1982 al 1994).

Pubblicazioni

È autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche, saggi, articoli e libri, fra cui:

  • Liberalismo quotidiano, liberilibri, Macerata 2008
  • Cronache da Palazzo Baracchini 2001 – 2005 (a cura di Ernesto Ceccarossi), Gaeta 2005
  • Promises, Performance, and Prospects. Essays on Political Economy 1980 – 1998 (a cura di Dwight Lee), Liberty Fund, Indianapolis 2005
  • La pace difficile Discorsi alle Forze Armate 2001-2003, Gaeta 2004
  • Semplicemente liberale, liberilibri, Macerata 2004
  • Lezioni di economia politica I, Cedam, Padova 2000
  • Stato padrone, La schiavitù fiscale: dimensioni, cause e possibili rimedi, Introdu­zione di Sergio Ricossa, ­Sperling & Kupfer Editori, Milano 1997
  • Economia e libertà (a cura di D. Antiseri e G. Gianfreda), Rubettino ­edi­tore srl, Sove­ria Mannelli (CZ) 1996
  • Lezioni di economia politica II, Cedam, Pa­dova 1994
  • La rivolta liberale, ­Fi­sco, ruolo dello Stato, ­oc­cu­pazione e politica ­este­ra, Intervista di Lorenzo Scheggi Merlini e Edoardo ­Nar­duzzi, Sperling & Kupfer ­Edi­tori, Milano 1994
  • Fatti e cronache della politica estera italiana, ­maggio-dicembre 1994, Associazione Italiana per gli Studi di Politica Estera, ­Roma 1994
  • Milton Friedman, Giunti & Lisciani ­editori, Teramo 1994
  • Economia di ­mer­cato fondamento delle libertà politiche, Borla, Roma 1994
  • Noi e il ­fi­sco, La ­cre­scita ­del­la fiscalità arbitraria: cause, ­con­seguenze, ri­me­di, Edi­­zioni ­Stu­dio Tesi, Por­denone 1987
  • Constraining ­In­fla­tionary ­Gov­ernment, The ­He­ritage ­Foundation, Washington 1982
  • Cos’è ­l’infla­zio­ne, ­Edi­pem, ­No­vara 1977
  • Scritti ­mo­netari, ­Ca­sa ­edi­trice “La Cultura”, Roma 1975.

Attività Pubblicistica

Ha svolto e continua a svolgere attività pubblicistica sulla stampa quotidiana e periodica, sia italiana che estera.
I suoi articoli sono stati ­pub­bli­cati da: The Wall Street Journal, The Times, Le Figaro, Neue Zürcher Zeitung, Gazeta de los Negocios, The American Spectator, Policy Review, Economic Affairs, Reason, National Review, Corriere della sera, La Stampa, 24 Ore, La Sicilia, Mondo ­Eco­nomico, il Giornale, Panorama, Il Tempo, ecc.

Comitati Scientifici ed Editoriali

È membro di consigli direttivi e comitati scientifici di Fondazioni e Istituti di ­vari Paesi:

  • The Mont Pèlerin Society (socio dal 1976, membro del ­Con­si­glio Direttivo dal 1982, Vice Presidente, 1986-1988, Presidente, 1988-1990, ­Se­nior Vice President, 1990-1992, Vice President, 1992-1994)
  • The Heritage Foundation, Washington (Adjunct Scholar, dal 1978)
  • The Institute of Economic Affairs, London (Academic ­Ad­vi­so­ry Council, dal 1992).

Inoltre, è socio di The Philadelphia Society (dal 1981).

  • Fa parte del comitato editoriale di riviste estere:
    Academic Council, Economic ­Affairs, London (dal 1983)
  • Foreign Correspondent della rivista Reason, Santa Barbara (1983-1989)
  • Comité de Patronage, Journal des Economistes et des Etudes ­Hu­mai­nes, Aix en Provence (dal 1989)
  • Cato Journal, Washington (dal 1990); laissez-faire, London (dal 1991).

Altre Attività

Dal 1970 al 1982 è stato Visiting Professor presso il Rome Center ­del­la ­Loyo­la University of Chicago, per corsi semestrali, in inglese, ­sull’econo­mia ­ita­lia­na e sugli aspetti monetari del commercio internazionale.

Dal 1978 al 1983 è stato ­mem­bro del Comitato Direttivo dell’Istituto Diplomatico, Ministero degli ­Af­fari Esteri.

Dal 1982 al 1988 è stato Direttore scientifico del Centro di Ri­cerche Economiche Applicate (CREA) di Roma.

Dal 1974 al 1988 è stato redattore di Eco­nomia dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana

Dall’agosto del 1980 al ­giugno del 1981 ha svolto attività di ricerca, in qualità di Resident ­Dis­tin­gui­shed Scholar, presso la fondazione Heritage di Washington.

Premi ed Onoreficenze

Gran Ufficiale dell’Ordine al ­me­rito della Repubblica Italiana (1993). Abdul Aziz dell’Arabia Saudita (1994), Gran Croce, Classe speciale, dell’Ordine al merito melitense del Sovrano Militare ­Or­dine di Malta.(1995) Ha inoltre ricevuto onorificenze da: Regno di Norvegia, 2001; Repubblica Federale di Germania, 2002; Repubblica di Ungheria, 2002; Repubblica del Peru, 2002; Granducato del Lussemburgo, 2003; Repubblica dell’Uruguay, 2003; Repubblica di Malta, 2004; Repubblica del Portogallo, 2004; Repubblica di Lettonia, 2005; Repubblica di Grecia 2006; Repubblica di Lituania 2008;

Special Honored Guest, Columbus Day Celebration, 2003: “In recognition of his friendship with the United States of America. Premio “Adam Smith,” Center for the New Europe, Bruxelles 27 febbraio 2004. Liberalni Institut Annual Award, Praga 19 maggio 2005, “for contribution to the proliferation of liberal thinking and making ideas of Liberty, Private Property, and the Rule of Law come true”. Friedrich August von Hayek Gesellschaft Medal, Postdam 8 giugno 2007.

Laurea honoris causa in Scienze Politiche (1997), Universidad Francisco Marroquín (Guatemala) con la seguente ­mo­ti­vazione: “si è distinto per il suo contributo alla nobile causa della libertà ed al ­raf­­­forzamento dello stato di diritto”. Doctor of Public Service, honoris causa, John Cabot University (2002) The US Department of Defense Medal for Distinguished Public Service. (2002).

8 Commenti su “Antonio Martino

  1. AM

    Cari amici,
    mi scuso con tutti e ognuno di voi per non aver risposto ai vostri commenti. Il fatto è che non sapevo ci fossero commenti alla mia scheda biografica .Non si smette mai di imparare! Sono in pauroso ritardo e temo che le mie scuse non verranno notate dagli interessati. Le lascio comunque “a futura memoria”.

    am

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  2. Antonio Bettanini

    Chiarissimo Prof. Antonio Martino,
    mi scuso se la disturbo ma sono un vecchio ingegnere in pensione,ora di professione agricoltore, che non trova risposte adeguate a due quesiti che si è posto.
    Per scegliere le varietà di ibrido di mais da seminare consulto le tabelle delle prove effettuate da alcuni centri di ricerca e pubblicate dal settimanale “L’Informatore Agrario”. In calce alle tabelle è riportato il modo con cui si devono leggere ed il significato di alcuni parametri tra cui il DSM “La Differenza Minima Significativa”.
    Analogamente in calce alle indagini demoscopiche ordinate dal quotidiano “Italia Oggi” vi sono i criteri statistici con cui sono state effettuate.
    Riflettendo su quanto sopra mi sono chiesto:
    1. con quali criteri statistici sono state effettuate le indagini sulla variazione del PIL ?
    2. Entro quale intervallo i valori del PIL, ottenuti dall’ISTAT, non differiscono statisticamente ?
    Mi permetto di disturbarla dopo aver consultato inutilmente il sito dell’ISTAT e, a meno che la mia ignoranza non mi abbia reso ceco, non ho trovato alcuna risposta.
    Lei ha già compreso che mi sono sorti questi dubbi leggendo delle stime di variazione del PIL di qualche decimo o centesimo del valore percentuale.
    Mi scuso ancora di farle perdere tempo, la ringrazio fino da ora per la sua pazienza e per la sua cortese risposta.
    Cordiali saluti.

    Ing. Antonio Bettanini

    P.S.: “Come avere sempre ragione” di Madssen Pirie ed. TEA – Fallacia “Falsa Precisione” pag. 105

    “Gli studiosi di macroeconomia riportano felicemente che i tassi di crescita sono stati solo dell’1,4 invece del 1,7 senza però dirci che alcune misurazioni proprie del PIL non possono avere più del del cinque per cento di precisione. Alcune statistiche relativamente alla crescita del PIL possono salire ad un margine del dieci per cento”
    Ma è VERO ?

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  3. Ugo de Scrilli

    Egregio Professore,
    vorrei,se possibile, scriverle una mail, mi piacerebbe invitarla nella mia città, Ascoli Piceno, dove mi onoro di rappresentare un circolo liberale di ragazzi.
    cordiali e devoti saluti.
    Ugo de Scrilli

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  4. Gian Paolo Della Casa, Bologna

    Carissimo Professore, grazie comunque del Suo senso del partito avendo offerto, senza remore, la Sua disponibilità.
    Oggi comunque appare assolutamente chiaro che Napolitano non ha semplicemente rassegnato le dimissioni, ma effettivamente abdicato. Non c’è dubbio che lui è l’artefice di questa operazione predisposta almeno dagli ultimi mesi del 2014 e di cui aveva informato Renzi. Il che spiega la spavalda sicurezza di quest’ultimo anche recentemente quando in corso d’opera la sua posizione appariva a rischio. Il coniglietto nel cilindro gliel’ha messo Napolitano. Renzi, in realtà, lo ha soltanto tirato fuori.

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  5. Nico

    Professor Antonio Martino
    L’annuncio della Sua candidatura ravviva con esultanza la fiducia riposta nell’Italia onesta, tenace e laboriosa. La nostra Repubblica potrà recuperare -solo con Lei – la stima ed il rispetto che le spettano in Europa e nel mondo.

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  6. Salvatore Genovese

    Gentile Martino,
    io sono mai stato forzista, e forse non lo sarò mai. Da libertarian attivismo politico è una cosa delicata. Lei come personaggio stimo molto. Ho sentito della idea della Sua canidatura ieri sul TG, è mi sembra un buona idea. Lei ha fatto una battuta su la possiblità della candidatura, ma deve finire in quest’occassione di essere equilibrato, è semplicemente candidarsi. Basta i fasciocomunisti dentro FI, ci vuole il riscatto dell’ala liberale Martino, Moles, Capezzone.
    Coraggio per una sua candidatura, e speriamo che FI ed altri votano Lei non solo nel primo turno, ma fin quando possibile.
    Voglio segnarlarla un articolo di Nicola Porro di un mese fa con il titolo: “Cavaliere, torniamo liberali Al Quirinale candidi Martino” http://www.ilgiornale.it/news/politica/cavaliere-torniamo-liberali-quirinale-candidi-martino-1078266.html

    La saluto e auguro buone cose e tanta salute!

    Distinti saluti dalla Germania,

    S. G.

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  7. Enrico Franza

    Saremmo tutti orgogliosi di avere un Presidente della Repubblica Italiana un uomo di così grande spessore culturale e civile!

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  8. Marco Baronti

    Carissimo dott.Martino,
    sono un giovane 21enne liberale che vorrebbe vederla al Quirinale. Sarebbe un evento epocale e spero vivamente che possa accadere.
    Le porgo i miei più cari saluti.
    Buon lavoro
    Marco Baronti

    Rispondi

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