Come volevasi dimostrare, 14 Aprile 2013

Gli amici di questo blog non avranno difficoltà a confermarlo: da sempre non mi sono stancato di ripetere che ci stavamo avviando verso una depressione che avrebbe fatto impallidire quella del 1929-33. Ci siamo: dal ’29 al ’34 il reddito pro-capite diminuì di oltre il 5%, nell’ultimo quinquennio è diminuito di ben oltre il 6%. Le imprese muoiono come le mosche, la disoccupazione è enormemente aumentata (sono quasi tre milioni i senza lavoro), i consumi sono tornati al livello del 1997 e le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese sono un numero imponente.
L’Italia non ha un governo, o meglio sarebbe preferibile che non avesse nemmeno questa parodia di uno. L’esecutivo Monti, dopo essersi coperto di gloria con la vicenda dei marò con conseguenti dimissioni del ministro degli esteri, dopo aver goduto di un consenso plebiscitario per quasi un anno, ha distrutto questa popolarità per via di una campagna elettorale che il presidente del Consiglio ha condotto all’insegna della volgarità e degli insulti gratuiti. Con modestia insuperabile, aveva dichiarato che a molto rinunziava per “salire in politica” ma gli elettori, invece di essergliene grati, gli hanno regalato una bruciante sconfitta. I suoi due sodali sono stati puniti – Gianfranco Fini in Tulliani non è stato nemmeno eletto, Pierferdinando Alcide Casini è stato talmente ridimensionato che ha dovuto riconoscere di avere sbagliato tutto – e la coalizione centrista ha ottenuto un consenso marginale. Complimenti super - Mario!
Vengo adesso a cose serie (le vicende del governo non lo sono per nulla). La mia previsione era basata su un ragionamento ovvio: l’idea che, per salvare l’euro, gli Stati membri dovessero rinunziare alla sovranità in materia di politica tributaria e di bilancio era priva di senso. Come ho più volte ricordato, i cinquanta Stati degli USA adoperano la stessa moneta ma sono completamente liberi di decidere la loro politica tributaria e di bilancio. Ogni Stato sopporta le conseguenze delle sue decisioni in materia e gli altri Stati non se ne occupano. Non se ne occupa il governo federale (che, a differenza del nostro caso, in USA esiste), né la Fed (la banca centrale americana).
L’Unione Europea, una finzione dietro la quale si cela il nulla salvo una masnada di burosauri strapagati ed esentasse, vuole adesso anche occuparsi di lotta all’evasione fiscale! Pretende di dare vita all’unione bancaria, togliendo il potere di vigilanza alle banche centrali nazionali (che continuano ad esistere e pagare profumatamente i dipendenti). Prima o poi, chiederà di mettere bocca nella politica industriale (che sarebbe comunque meglio se non esistesse affatto), e tornerà a chiedere l’armonizzazione fiscale.
Intanto, per via dell’isterismo teutonico, i paesi membri dell’eurozona stanno perseguendo simultaneamente politiche recessive, le cui conseguenze vengono pertanto amplificate e l’intera zona marcia con decisione verso la depressione. “Avere ragione, mi disse una volta Urbani, in politica non conviene mai, specie se hai l’impudenza di averla prima”!
La povertà non mi fa paura, sono stato più povero di adesso per tutta la vita; ho, invece, il terrore della schiavitù verso la quale temo che ci stiamo avviando. Il terrorismo tributario, l’intrusione nella nostra sfera privata condotta con mezzi aberranti per “snidare l’evasione”, la graduale eliminazione dello spazio privato, personale, inviolabile mi fanno paura e ribrezzo. Ci hanno disarmato, privati del diritto di difenderci dalle aggressioni, considerati incapaci di guidare un veicolo, un natante o un cavallo senza preventiva autorizzazione, ci ritengono tanto imbecilli da non sapere che il casco in certe situazioni potrebbe salvarci la vita, e al tempo stesso infallibili giudici dell’interesse nazionale votando. Dubito che persone che non riescono a valutare correttamente il proprio interesse siano invece capaci di farlo quando si tratta dell’interesse di tutti.
Lo Stato non è quasi mai la soluzione, ma spesso il problema: affamiamo la bestia, solo una ribellione diffusa e, se necessario, violenta può salvarci.