Dichiarazione in dissenso, Camera 15 luglio 2011

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale, per le quali è stata disposta la ripresa televisiva diretta.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l’onorevole Antonio Martino. Ne ha facoltà per un minuto.

ANTONIO MARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, come liberale non amo i dittatori di nessun tipo, ma c’è un tiranno al quale credo dovere, come tutti noi, obbedienza assoluta ed è la piccola voce silenziosa, che sta dentro di me e mi dice cosa è giusto e cosa non è giusto fare.
Ho votato « sì » alla fiducia al Governo, perché ovviamente la stabilità politica è nell’interesse dell’Italia: la stabilità dell’esecutivo in questo particolare momento ha un’importanza enorme, superiore a quanta ne abbia in tempi normali. Tuttavia, per la stessa obbedienza che devo alla mia coscienza, non voterò questa manovra.
Non la voterò perché ritengo che essa faccia male all’Italia e non faccio riferimento ai contenuti, ma faccio riferimento ad un dato storico inoppugnabile: questa non è la prima manovra. Da un quarantennio abbiamo, ogni anno, una o due manovre correttive, che hanno l’obiettivo di risanare la finanza pubblica. Quindi non è una medicina nuova, inventata oggi...

PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Antonio Martino.

ANTONIO MARTINO. ... ha una lunga storia alle spalle, ma non ha funzionato, signor Presidente, per un’ovvia ragione, ovvero che questo Paese non ha bisogno di manovre: ha bisogno di riforme !

PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Antonio Martino.

ANTONIO MARTINO. Infatti, la parte della spesa che il Governo può controllare a legislazione invariata è minima rispetto al totale (Applausi di deputati dei gruppi Futuro e Libertà per il Terzo Polo, Partito Democratico e Italia dei Valori).