Ecoballe di Capodanno

Antonio Martino, 3 gennaio 2014
L’anno comincia bene, allietato da una notizia che ci fa scompisciare dalle risate. La racconta un bell’articolo di Piero Vietti sul Foglio (3 gennaio). L’autore si occupa della tragicomica vicenda della nave rimasta incagliata nei ghiacci dell’Antartide e dell’atteggiamento dei “Climatomani quattrinari in preda a una crisi moralista”. Il sociologo e scienziato dell’ambiente Robert Brulle, da sempre sostenitore della tesi del riscaldamento globale antropico, per screditare gli scettici che, sulla base dei fatti, sostengono l’inesistenza di tale fenomeno, li accusa di ricevere fondi “di oscura origine” da fondazioni e istituti conservatori. Omette di menzionare che gli ecocatastrofisti come Gore non solo sono stati sostenuti dal coro unanime dei media, si sono anche arricchiti grazie ai quattrini ricevuti dai produttori di energie alternative e di gas.
“Al Gore ha accusato gli scettici di essere finanziati con dark money. Cinque giorni prima, la sua organizzazione no profit The Climate Reality Project aveva annunciato festosa l’arrivo di una ingente donazione anonima al progetto che ‘rivela tutta la verità sulla crisi climatica’”.
I cinquantadue passeggeri della nave Akademik Shokaiskiy sono stati finalmente tratti in salvo; erano rimasti intrappolati nei ghiacci dell’Antartide dal 24 dicembre scorso. L’obiettivo della missione dei ricercatori a bordo della nave era di appurare con quanta rapidità si stessero sciogliendo i ghiacci dell’Antartide!!
In passato i cinquantadue passeggeri e i ventidue membri dell’equipaggio, che hanno tanto sottovalutato la crescita dei ghiacci polari sarebbero andati a morte certa. Invece, oggi sono tutti salvi, grazie allo sviluppo di quelle tecnologie che molti di loro accusano di causare il riscaldamento globale! E’ questa l’opinione del Wall Street Journal, e sarebbe difficile non essere d’accordo.
L’obiettivo della missione guidata da Chris Turney, climatologo dell’università del Nuovo Galles Meridionale, era quello di dimostrare che lo strato dei ghiacci dell’Antartico orientale si stava sciogliendo. Il suo sito allarmisticamente sosteneva che una “crescente mole d’indizi mostra che il riscaldamento degli oceani sta provocando lo scioglimento dei ghiacciai e il loro crollo”.
Lo scienziato australo-asiatico e la sua squadra di giornalisti e turisti a pagamento, tutti preoccupati per il futuro della Terra condannata dal riscaldamento globale, hanno passato le feste di fine anno intrappolatinel ghiaccio anziché occuparsi delle conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai. Il loro problema ha un’origine non nuova: madre natura si è rifiutata di stare al loro gioco, di recitare la parte che loro le avevano imposto.
Sfortunatamente per loro, il loro viaggio, lungi dall’essere una marcia trionfale nel futuro da loro previsto, si è concluso con l’ovvia considerazione che “gli scienziati del riscaldamento globale sono stati costretti a riconoscere la sconfitta inflitta loro dall’eccesso di ghiaccio.”
Il 2014 non poteva cominciare meglio: le fosche profezie dei professionisti delle previsioni catastrofiche sono annegate in un mare di ghiaccio. Al Gore avrà guadagnato milioni, il premio Oscar e il Nobel per la pace ma, alla luce dell’accaduto, è evidente che non è altro che uno squallido ciarlatano, non degno di essere preso in seria considerazione.
Il movimento più pericoloso per le libertà esce, ancora una volta, sconfitto, come già accaduto sul buco dell’ozono, sull’imminente piccola glaciazione, sull’Aids, sul nucleare e su mille altre fanfaluche con le quali ha cercato di criminalizzare le attività umane, sostenendo la ridicola tesi che, se non ci fosse l’umanità e i guai da essa prodotti, madre Terra sarebbe perennemente in perfetto equilibrio.
Tuttavia è meglio non cullarsi sugli allori: gli ecocatastrofisti, gli statalisti di tutti i colori e i tassassini non dormono mai. Sono sempre attivissimi a cogliere qualsiasi occasione per privarci delle libertà essenziali alla nostra esistenza.