Perché una seconda Forza Italia, su La Discussione

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Silvio Berlusconi ha recentemente annunciato che è sua intenzione adottare dal prossimo settembre il glorioso nome di Forza Italia per il Pdl. La motivazione fornita è che gli elettori del centro-destra preferiscono quella denominazione che ha un preciso significato e una ormai lunga storia alla sigla Pdl, declinata sia al maschile sia al femminile, che non ha molto senso.
Conoscendo Berlusconi da quasi vent’anni, so bene che il cambiamento di nome non è l’unica cosa che ha in mente. E’, secondo me, convinto che bisogna recuperare per intero l’ispirazione originaria del suo partito, che nel 1994 si presentò per la prima volta agli elettori con un programma di radicale riforma liberale della società e dell’economia italiana. Grazie a quel programma, FI divenne il maggior partito italiano dopo appena tre mesi dalla sua fondazione e Berlusconi riuscì a dar vita a una coalizione che gli permise di dare all’Italia un governo diverso da tutti i precedenti.
Chi ha seguito le campagne elettorali di Silvio sa che, con piccole variazioni, egli ha continuato a sostenere le stesse idee sempre. In base ad esse il centrodestra ha vinto nel 1994, 2001 e 2008 e ha perso di pochissimo nel 1996 (correvamo senza la Lega), 2006 (la sconfitta è tutta da dimostrare) e nel 2013 (per una differenza dello 0,2% di voti rispetto al Pd. Se ciò ha un senso, autorizza due conclusioni che a me sembrano ovvie. Anzitutto, la maggioranza degli elettori italiani non è di sinistra o di centrosinistra, ma di centrodestra; in secondo luogo, gli elettori italiani non vogliono che l’esistente sia gestito, esigono che sia cambiato nel senso di ridurre l’ambito della presenza della mano pubblica, della politica, e allargare quella delle libere scelte delle persone, delle famiglie e delle imprese. Vogliono meno sperpero pubblico, meno imposte e balzelli vari, meno intrusione della politica nelle loro decisioni e maggiore libertà personale.
Nelle ultime elezioni politiche e amministrative ha stravinto il partito dei delusi, che non hanno votato, e dei qualunquisti anti-politici che hanno votato il movimento di Grillo. La spiegazione è semplice: non solo la rivoluzione liberale promessa non si è realizzata ma siamo addirittura andati rapidamente nella direzione opposta con un aumento enorme di tasse, restrizioni varie alle libertà personali ed economiche, sprofondando in una crisi di gravità senza precedenti.
Se Forza Italia torna sulla scena, facendosi rappresentare da gente degna e che non ha bisogno di fare politica per campare, con un programma chiaro, coerente, credibile e calendarizzato per uscire dalla crisi che ci attanaglia può sperare di vincere le elezioni e di rifondare lo Stato, rendendo governabile il nostro Paese grazie a una radicale riforma istituzionale. Se sono queste le idee di Berlusconi, e sono sicuro che lo sono, potrà fare affidamento sull’appoggio di tanti italiani, giovani e meno giovani, che col tempo salveranno l’Italia. Sarebbe un miracolo ma in tutti questi anni ho imparato che non bisogna mai commettere l’errore di sottovalutare le capacità del mio amico Berlusconi.