Risposta ad Andrea Volani

Caro Volani,
Scusi il ritardo con cui rispondo alla sua mail datata 23 novembre e inviata al mio indirizzo della Camera. Sono stato lontano dall’ufficio per varie ragioni e solo ora posso risponderle. Lei mi chiede di chiarire, inserendo la risposta sul blog, la mia opinione sul ruolo della BCE come prestatrice di ultima istanza.
Una banca centrale viene creata per svolgere appunto quel ruolo: in presenza di una temporanea crisi di liquidità delle banche, determinata per esempio da panico bancario (i depositanti, avendo dubbi sulla solvibilità della loro banca, si presentano in massa a ritirare i loro depositi e la banca, non avendo la liquidità necessaria, rischia di fallire), fornire alle banche il contante necessario a restare solvibili fino a quando la situazione non si sia normalizzata.
Ma non è a questo che fanno riferimento quanti vogliono che la BCE funga da prestatrice di ultima istanza. Vorrebbero che la BCE salvi le banche che hanno acquistato titoli pubblici diventati carta straccia per l’insolvenza dello Stato emittente, oppure che addirittura monetizzi direttamente il debito degli Stati insolventi, acquistando i loro titoli.
Mentre la prima interpretazione, quella tradizionale, è assolutamente coerente con la natura della BCE, le altre due non lo sono affatto e, se venissero adottate (direttamente o indirettamente), incentiverebbero l’irresponsabilità nella gestione delle finanze degli Stati nazionali e inonderebbero l’Europa di quantità crescenti di euro, minandone la stabilità.
L’introduzione dell’euro, come ho più volte scritto, è stata viziata da tre errori gravissimi, che vanno corretti se non vogliamo la fine della moneta comune e/o quella dell’Europa. Se si vuole andare avanti, si deve tornare indietro e riscrivere dal principio i Trattati. Le alternative sono tutte gravissime o addirittura catastrofiche.

Antonio Martino, 17 dicembre 2011