Sono tornato!

Cari Adam, da quasi un anno (50 settimane per l’esattezza) non aggiungo un post a questo blog. Forse anche per questa mia inadempienza, i vostri commenti si sono sempre più diradati fino a cessare del tutto. Alcuni dei frequentatori abituali del blog hanno da qualche tempo smesso di farsi leggere. Penso, per esempio, al Mdp (o Mdc), a Calgra, a Claudio Saragozza, a Piero Barabaschi e a molti altri, in passato quotidianamente presenti sul blog. La loro assenza m’impone di pervenire all’ovvia conclusione che si tratta della meritata punizione per la mia pigrizia. Non è solo questa, tuttavia, la causa della mia scarsa attività in questa sede. Ci sono anche altre, anche se forse meno rilevanti, ragioni.

La principale è stata lo scoramento determinato dalla costatazione della crisi dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente ma soprattutto dall’abbandono dei principi che mi avevano guidato nel corso dei miei ventitré anni di attività politica. Credevo e credo tuttora nel bipolarismo, che cioè la democrazia comincia da due ed è preferibile che si riduca a due, offrendo così agli elettori una scelta chiara fra chi deve governare il Paese e chi deve controllare l’operato del governo.

La “riscoperta” del metodo proporzionale culminata nel tentativo poi fallito di riforma della legge elettorale non mi aveva esaltato. Ero, invece, convinto che fosse un grossolano errore. Quello che Grillo e il suo movimento più desideravano era una situazione in cui essi si potessero presentare come l’unica alternativa a tutti gli altri. Destra o sinistra non rileva, sono tutti uniti dal desiderio di godere di privilegi ingiustificati, sono “il potere”. Solo il M5S è diverso, alternativo, pulito. Questo sarebbe stato l’esito prevedibile del proporzionale e delle successive grandi intese.

Oggi quella prospettiva si è allontanata: il risultato del primo turno di elezioni comunali chiaramente indica un dato: solo il bipolarismo, la concorrenza fra centrodestra e centrosinistra può scongiurare l’avvento al potere di un movimento antisistema, come il M5S. E’ altresì chiaro che un centrodestra unito è lungi dall’essere fuori gioco, resta competitivo e perfettamente in grado di battere il centrosinistra e tornare al governo.

Non avrei potuto immaginare rivincita migliore per le tesi in cui ho sempre creduto. Il nostro compito ora mi appare chiaro: dobbiamo dar vita a un programma non onnicomprensivo ma di ampiezza limitata, ma chiaro, concreto e condiviso, attorno al quale possa raccogliersi il consenso di tutti i partiti di centrodestra. Una coalizione coesa attorno a un programma comune, credibile e coerente potrebbe benissimo finire col vincere le elezioni politiche, determinando così una svolta alla politica italiana verso una ritrovata democrazia dell’alternanza, immune dal rischio di un’involuzione antisistema, con conseguenze pericolose per il nostro futuro.

Forse la mia è solo una speranza o un’illusione, ma credo di meritare questo regalo per il mio onomastico. Mi piacerebbe che mi faceste conoscere la vostra opinione al riguardo. Auguri agli altri Antonio che festeggiano il 13 giugno il loro onomastico!