Risposta ai commenti

Ringrazio Gaetano Evangelista per questo commento che, come i precedenti, fornisce informazioni utili e spunti di riflessione. Il dentista di provincia aggiunge una riflessione importante e lo ringrazio.
Quanto a Francesco, temo che anch’egli sia preda dell’illusione della “diversità italiana” (non è detto che qualcosa che funziona altrove possa avere successo da noi perché siamo diversi) o americana (queste sono americanate, da noi non funzionerebbero mai). Mi spiace, ma non sono d’accordo.
E’ certamente vero che le differenze fra nazioni diverse esistono e sono molto rilevanti, ma è anche vero che tutte le persone, non importa di quale nazionalità, tendono a rispondere razionalmente alle circostanze.
Immagini Francesco che il sistema elettorale americano venga improvvisamente introdotto in Italia e, dopo pochi mesi, gli italiani siano chiamati a votare. Supponiamo che i partiti fingano che il sistema elettorale sia rimasto invariato e, quindi, si presentino separatamente, senza allearsi. Nel collegio dove Francesco è chiamato a votare ha di fronte Martino per il Pdl, Franceschini per il Pd, Bernardini per i radicali, Donadi per l’Idv e Granata per Fli. Se nessuno di questi è suo amico, se non ha fiducia in alcuno di essi o se le sue idee politiche differiscono da quelle di tutti i candidati, non andrà a votare. Se, invece, decide di farlo, sceglierà il candidato le cui idee siano più vicine alle sue e del quale si fida. Lo stesso accadrà in tutti i collegi.
Se i partiti vogliono vincere e hanno capito che il sistema elettorale è cambiato avranno interesse a scegliere per ogni collegio il candidato più adatto. Si avrà così un miglioramento delle candidature e la libertà di scelta degli elettori. Basterebbe questo a rendere il sistema elettorale all’americana migliore di molti altri e anni luce lontano dalla barbarie del nostro.
Non è affatto certo, ovviamente, che ipso facto si produrrà una chiara maggioranza parlamentare ma non si vede perché non dovrebbe accadere. Quanto, infine, alla possibilità che i partiti in Parlamento siano più di due mi riesce difficile crederlo. Accade spesso in Inghilterra ma non mi risulta sia mai accaduto in America.

Antonio Martino, 11 novembre 2010